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Valentina Di Salvo
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Stop alle regole obsolete: la decisione del Consiglio di Stato penalizza gli host e blocca l’innovazione del turismo italiano

Esprimiamo la nostra forte preoccupazione per la recente sentenza del Consiglio di Stato che reintroduce l’obbligo di riconoscimento “de visu” degli ospiti nelle strutture extralberghiere — incluse case vacanza, affitti brevi, B&B e affittacamere.

Riteniamo che questa misura rappresenti un passo indietro per l’Italia, colpendo in particolare i piccoli proprietari che gestiscono una o due unità abitative e che spesso trovano in questa attività una fondamentale integrazione al proprio reddito.

«Non possiamo accettare che il Paese torni indietro. È il momento di sostenere chi lavora, non di ostacolarlo con regole obsolete e costose.»

Il ritorno alla presenza fisica o alla video-identificazione in tempo reale impone agli host una disponibilità h24 difficile – se non impossibile – da garantire per chi non dispone di personale o reception.

Questa scelta non solo mette a rischio la sostenibilità economica di molte famiglie italiane, ma finisce anche per favorire i grandi gruppi alberghieri, penalizzando le realtà più piccole e il turismo diffuso che valorizza il territorio.

Sottolineiamo che il video check-in in diretta non rappresenta una soluzione efficace: richiede un presidio costante da parte dell’host; dipende dalla qualità della connessione e dalla disponibilità del turista; presenta criticità su privacy e sicurezza; manca di standard chiari e univoci.

«Non basta una videochiamata per costruire il futuro del turismo. Serve una normativa moderna, chiara e realmente applicabile.»

Mentre nel resto d’Europa sono ormai consolidate pratiche come check-in automatizzati, identità digitali certificate e sistemi di controllo innovativi, l’Italia rischia di rimanere ancorata a modelli burocratici che riducono la nostra competitività internazionale.

«Vogliamo un’Italia che guarda avanti, non un’Italia legata a schemi superati.»

Per garantire sicurezza senza rinunciare all’innovazione, proponiamo: l’apertura immediata di un tavolo tecnico tra governo e operatori del settore; una distinzione normativa chiara tra strutture alberghiere ed extralberghiere, evitando regole uniformi che penalizzano i piccoli host; l’adozione di strumenti digitali certificati per la verifica dell’identità degli ospiti; la sospensione dell’obbligo di riconoscimento “de visu” fino alla definizione di linee guida aggiornate, praticabili e sicure.

«Difendiamo il diritto degli host a lavorare in modo moderno, sicuro e sostenibile. L’Italia deve ripartire dall’innovazione, non dalla burocrazia.»